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| Santuario di San Francesco di Paola |
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Ai piedi dell’Appenino Paolano di fronte alle limpide trasparenze
della acque del mar Tirreno, sorge il Santuario di San Francesco di
Paola. Il Santuario rappresenta un delicata quanto affascinante miscela
tra architettura rinascimentale e barocca. Sulla facciata che dà
alla piazza si possono distinguere entrambi gli stili, rinascimentale
in basso e lo stile barocco in alto. Il convento è ricco di numerose
opere d'arte del Seicento-Settecento, al suo interno vi è una
biblioteca che conserva preziosi manoscritti, pergamene e libri rari.
Sulla destra della basilica
è possibile percorrere un itinerario nei luoghi che ricordano
i miracoli compiuti da San Francesco: la "fornace del miracolo",
qui il frate fece comparire dalle fiamme il proprio agnello Martino;
la "cucchiarella", una sorgente dove l'acqua mantiene sempre
lo stesso livello; il "ponte del diavolo" dove il Santo si
trovò a lottare con il Diavolo e il "macigno pendulo",
bloccato in bilico dal Taumaturgo mentre stava precipitando.San Francesco
è il Santo Patrono della Calabria e degli uomini di mare. |
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Viene
ricordato come grande Profeta e Taumaturgo, già all’età
di sei anni aveva predetto al futuro papa Leone X che sarebbe stato investito
del papato. Al Santo sono attribuiti numerosi miracoli, tra quali quello
di aver attraversato le acque dello stretto di Messina sopra il suo mantello
e numerose guarigioni. Francesco Martolilla, nato nel 1416 da una famiglia
di contadini Fuscaldesi, visse in pura santità e all'insegna della
Penitenza. Fu il fondatore dell’Ordine degli Eremiti oggi conosciuto
come Ordine dei Minimi. Molto
forte è la devozione al Santo, i devoti sono sparsi in tutto il
mondo, e tantissimi sono i pellegrini che arrivano fino a Paola ogni anno
per venerarlo. |
| Tra
il 2 e il 4 di maggio il Santo Eremita viene celebrato
nella sua città natale, con diverse manifestazioni,
tra le quali: i concerti in piazza, la sfilata in
moto, le processioni per terra e per mare con la
partecipazione di numerosi fedeli. La leggenda attribuisce
al Santo la capacità di calmare le acque
del mare, e ancora oggi si dice che nel momento
in cui il mantello a lui appartenuto viene portato
in processione per mare, le acque diventano calme,
come un segno di mistica riverenza, i fedeli rimangono
affascinati da questi cambiamenti repentini, rafforzando,
se mai ve ne fosse bisogno, che il Santo che continua
con la sua opera misericordiosa e miracolosa. |
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