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| Pentidattilo
borgo incantato |
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Non è
raro incontrare nella provincia di Reggio Calabria
luoghi particolari, piccoli borghi disabitati, che
sembrano volerci introdurre in un’atmosfera
fuori dal tempo. E’ il caso dei Pentidattilo,
un paesino abbarbicato su un’altura rocciosa,
a 300 metri sopra il livello del mare, che si affaccia
sul versante ionico. Si resta da subito colpiti
dalla famosa roccia a forma di cinque dita che sovrasta
le case, ormai disabitate, ma dove un tempo gli
abitanti parlavano la lingua grecanica, come dimostra
il toponimo Pentidattilo, che significa appunto
cinque dita. |
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Questa
roccia ha generato diverse leggende che si intrecciano
con le vicende di amore tragico che si sono svolte
nel bellissimo castello del paese. Pentidattilo
fu infatti il palcoscenico di una tragedia consumatasi
la notte di Pasqua del 1686 a causa di un amore
negato ed impossibile. La passione che il giovane
barone Bernardino Abenavoli nutriva per la bella
Antonietta, lo accecò al punto di rapire
la ragazza, e vendicare il torto subito. Le leggende
locali narrano in modo fiabesco questa storia romantica
e tragica, che ci rimanda ad una passato in cui
l’amore, la nobiltà, sorretta da un
forte senso dell’onore, erano vissute con
passione tale da accecare ogni essere umano. |
| Non
c’è da meravigliarsi se dietro quella
calma apparente di un paese fantasma, quando si
incontra qualche anziano, ben volentieri racconta
con entusiasmo e voce emozionata le bellissime storie
e leggende, che mescolandosi alla realtà
fanno di Pentidattilo un luogo magico, da scoprire
e da immaginare. Tornando alla comune realtà
di ogni giorno ci sembrerà di aver fatto
un viaggio nel tempo, in un mondo di cui avevamo
sentito solo parlare, e saranno le fotografie scattate
sullo sfondo di un mare cristallino, e i ricordi
di qui luoghi fuori dal comune, a ricordarci che
esso esiste ed è pronto a svelare ai curiosi
i suoi misteri. |
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