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Scopri la Calabria, conosci i posti da visitare ed i percorsi da non perdere.
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Gole del Raganello a Civita
 
Gole del Raganello a Civita - Civita - (CS)
 
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Per chi viene in Calabria e vuole vivere un’esperienza emozionante ed a contatto con la natura incontaminata, non può non concedersi di trascorrere una giornata nelle riserva naturale delle Gole del Raganello.

 

Un canyon lungo 17 km, attraverso il quale si estende un paesaggio di grande interesse naturalistico ed escursionistico. Le gole si dividono in due zone, quella alta e quella bassa.

 

La prima si estende dalla sorgente della Lamia fino a raggiungere la Scala di Barile, in corrispondenza del centro abitato di San Lorenzo Bellizzi. Questo tratto è molto accidentato ed è sovrastato da due pareti rocciose che si innalzano fino a raggiungere i 700 metri.

 

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La zona bassa si estende dall’ area di Pietraponte, così nominata per la presenza di una roccia incastonata tra le due pareti che funge da ponte, fino a raggiungere il ponte del Diavolo, opera medievale che la leggenda vuole essere stato costruito dal demonio, nei pressi del piccolo centro abitato di Civita. Questo tratto lungo circa 8 km, si presenta con una conformazione simile a quello alto, ma è caratterizzato da percorsi più scoscesi e da una maggiore concentrazione di acqua, quindi più difficoltoso da risalire.

 

Il periodo più idoneo per risalire le gole va da maggio a settembre anche se più indicato è quello estivo, quando nelle giornate calde ed afose oltre a godere di uno spettacolo naturale si potrà godere del refrigerio delle fresche acque che scorrono fino a valle.

 

Questo spettacolare posto nel Pollino è raggiungibile da Castrovillari (uscita autostrada A3 Castrovillari - Frascineto) seguendo la statale 105 verso il Mar Ionio. Dopo circa 6 km una stradina asfaltata sulla sinistra conduce alla cittadina da dove iniziare l’avventura.

 

Giungendo a Civita, le indicazioni conducono in punto in cui poter sostare e da dove, scendendo per una strada cementata, si raggiunge una piccola piazzola in prossimità della quale c’è un punto di ristoro e delle guide che possono accompagnare gli escursionisti lungo il percorso. È preferibile mettersi preventivamente in contatto con loro per stabilire numero di persone da accompagnare ed orari delle uscite.

La presenza della guida non è obbligatoria e quindi ci si può avventurare in totale autonomia, continuando a percorrere ora la mulattiera che conduce a valle sul greto del torrente, da dove si può iniziare a risalire la corrente.

 

L’entrata nelle gole inizia da un punto molto aperto, dove scorre l’acqua che a seconda di come è andata la stagione delle piogge può essere più o meno alta.

 

Nella nostra escursione troviamo la piena che ci costringe immediatamente ad immergerci completamente nelle fresche acque e nuotare controcorrente per qualche metro, instaurando da subito un contatto con la natura che ci fa immergere in un’atmosfera avventurosa, motivandoci a continuare il nostro cammino.

 

Superato questo punto iniziamo la risalita attraversando dei punti in cui il livello dell’acqua varia a secondo della conformazione del territorio, regalandoci dei paesaggi ricchi di massi che presentano erosioni di vario genere, delle cascate alcune piccole altre un po’ più grandi con le loro acque spumeggianti, degli scivoli, sempre stretti nelle alte pareti che non consentono che i raggi del sole possano raggiungerci.

 

La nostra risalita va avanti per qualche ora, riproponendoci degli angoli di natura che ci lasciano ogni volta senza fiato, indimenticabili. Man mano che andiamo avanti il percorso diventa più impegnativo, infatti abbiamo bisogno di aiutarci l’uno con l’altro per risalire dei punti particolarmente impegnativi, fino a quando giungiamo davanti ad una sorta di parete formata da grandi massi, dai quali esce una cascata bellissima. A questo punto ci dobbiamo fermare, da qui c’è bisogno di attrezzature, capacità alpinistiche e una buona preparazione per proseguire.

 

Per effettuare questa fantastica esperienza è necessario essere correttamente equipaggiati con un abbigliamento comodo ed adeguato alla stagione, con un costume da bagno, scarpe chiuse, preferibilmente da trekking e comunque con una suola non liscia, il percorso in alcuni tratti è scivoloso, consigliamo di indossare sempre delle calze, una maglietta anche d’estate, nel canyon i raggi del sole non arrivano e si può sentire freddo. Portare un ricambio, lasciandolo in macchina, in modo tale da potersi cambiare al ritorno.

 

Noi non lo abbiamo utilizzato, ma ci vuole anche un caschetto protettivo, possono cadere delle pietre dalle pareti rocciose. È preferibile entrare nel canyon di buon mattino o nel periodo estivo di pomeriggio molto presto, il tempo passa molto velocemente ed il buio giunge molto prima rispetto all’esterno. Non c’è presenza di molta fauna, si può vedere la raganella comune e l' ululone dal ventre giallo.

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Inserito: venerd́ 1 marzo 2013

 
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