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L' isola di Dino e le sue grotte
 
L' isola di Dino e le sue grotte - Praia a Mare - (CS)
 
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Per gli amanti del mare e per chi vuole ammirare uno scenario davvero incantevole, bisogna vivere a pieno una giornata sulla magnifica spiaggia di Praia a Mare, proprio d'avanti all'Isola di Dino. Recandosi sul posto si può ammirare uno splendido scenario e vivere delle stupende sensazioni: ammirare il golfo, con un acqua davvero cristallina, le barche in mare, una spiaggia pulita e colma di gente, e voltando lo sguardo intravedere le dolci colline, che si innalzano con un colore giallo verde e marrone ed impiantate su di esse le case che danno vita alla città di Praia a Mare, i terreni terrazzati a coltivazione.

 

Dalla spiaggia, si può ammirare quel grandissimo ”scoglio”  meraviglioso incantevole e misterioso che suscita fascino e stupore. Un enorme isolotto, colmo di  vegetazione, di alberi, di case semi distrutte ed abbandonate. Sembra di raggiungerlo con solo due bracciate a nuoto.

Sul versante sinistro dopo una piccola curva, numerose rocce che partono dal litorale e si immettono nel mare come se volessero raggiungere,  l'isola di Dino, formando un viottolo sul mare.

 

L’Isola di Dino che emerge sul litorale del golfo di Policastro di fronte Praia a  Mare (cs),  è più semplicemente considerato come un enorme scoglio, sostanzialmente l’unica isola della Calabria, a parte l'isola di Cirella, a circa venti miglia. L'isola, facilmente raggiungibile anche a nuoto, è a breve distanza dalla costa, di fronte a Capo Arena e alla Torre di Fiuzzi.  L'istimo che collegava l'isolotto con la terraferma, per via dei numerosi fenomeni di erosione, a poco a poco è scomparso.

 

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L’isola si presenta sotto forma di ellissoide ed ha una superficie di circa cinquanta ettari. L’asse maggiore lungo circa 1 km, disposto in direzione Est-Ovest; l’asse minore misura circa 500 metri. In alto sull'isola sorge una cinquecentesca torre di avvistamento.

 

I due versanti dell'isola presentano una diversa morfologia. Quello esposto verso nord, è costituito prevalentemente, per tutta la sua lunghezza da una parete rocciosa verticale, raggiunge un 'altezza di 70 metri, fino a terminare a pochi metri dal mare con una scogliera molto aspra. L'altro versante quello a sud presenta un profilo meno aspro: degrada dolcemente verso il mare terminando con un’ampia scogliera.

 

Il nome dell'isola chiamata  “Dino o Dina”, originariamente ed anticamente deriva dal fatto che  sorgeva un tempio (aedina) consacrato dai naviganti a Venere, dea dell’amore;  o per via dei due Dinosauri, Castore e Polluce, il cui culto era tra i più diffusi tra le città della Magna Grecia, o più probabilmente a Leucotea, protettrice dei naviganti, venerata nella vicina città campana di Velia. Il perimetro dell’isola, sprovvisto di arenile, misura 3 km. Lungo lo stesso si trovano delle Grotte interessantissime, in parte erose dal moto ondoso e ricche di concrezioni.

 

Sulla cima dell'isola, che si  può raggiungere a piedi attraverso un sentiero, sorge la  La Torre dell’isola di Dino, di forma quadrangolare e di origine Normanna, fu utilizzata in epoca Angioina e Borbonica come punto di avvistamento contro le numerose invasioni della costa. Fu costruita sulla punta occidentale dell’isola (denominata Frontone), a quota 73 metri sul livello del mare, come torre di avvistamento, di comunicazione e di allarme. Dalla torre si può ammirare lo splendido panorama del golfo e le nidificazioni degli aironi grigi e dei falchi pellegrini, il tutto ornato dai versi dei numerosissimi gabbiani reali.

Per chi visita questo posto, non è da perdere una delle tante escursioni organizzate dagli operatori turistici sull’Isola di Dino. L’escursione in gruppo con la moto nave, che può contenere 40/50 persone, permette di conoscere le bellezze che caratterizzano la più grande isola della Calabria e consiste nel circumnavigare l’isola con la visita e una breve permanenza nelle principale grotte: la grotta azzurra e la grotta del leone.

 

La prima grotta che si incontra è quella del Monaco, essa si presenta di modeste dimensioni e prende il nome dal fatto che, si intravede sulle rocce stesse la figura di un monaco in preghiera, che diventa molto  suggestiva quando i raggi del sole la illuminano da ponente. La seconda grotta che si può ammirare è quella delle Sardine, situata sotto il primo strapiombo, si trova  in un'insenatura. Le sue acque, sempre limpide, perché riparate dai venti, consentono di osservare ad occhio nudo il fondale, circa 10 metri di profondità. Qui sono presenti stalagmiti, molto suggestive e si possono trovare stelle marine e intravedere banchi di sardine, che danno il nome alla grotta.

Proseguendo ci si imbatte nella grotta del Frontrone: doppiati gli strapiombi della punta occidentale, detta Frontone, la grande fronte dell’isola, su una banchina di grossi massi c’è un’ampia entrata della Grotta che si affaccia a mare guadando Punta Scalea con due grandi occhi. Quello a sinistra immette in un antro di ridotte dimensioni con pareti levigate dal flusso e riflusso delle acque nella stagione invernale e perciò quasi marmoree; quello di destra è molto più ampio e con le colonne calcaree e le concrezioni che lo sorreggono sembra quasi il pronao di un tempio; da esso, attraverso un’apertura piuttosto ristretta (bisogna essere forniti di una lampada ben luminosa) si entra in un primo ambiente a cupola irregolare le cui pareti sono lisce, levigate e ricche di incrostazioni stalagmitiche; l’antro continua ora restringendosi ora allargandosi in grandi caverne in cui le stalattiti e le stalagmiti hanno creato arabeschi veramente eccezionali.

Successivamente a 50 metri dalla grotta del Frontone, troviamo la Grotta delle Cascate  che si presenta come una grande frattura  inclinata nella parete rocciosa; essa è lunga 60 metri. Ci si può addentrare solo con una  piccola imbarcazione per circa una ventina di metri. È ricca di piccole e bianche stalattiti. Le acque sono limpidissime e lasciano vedere nitidamente le rocce levigate e arrotondate del fondo, ricoperte da un leggero strato di muschio. Ci si addentra poi a piedi e nel fondo della grotta si possono ammirare sui lati  le rocce levigate dall’acqua e sul pavimento numerose conche di forma diversa. 

Proseguendo troviamo la grotta quella Azzurra, che è la più grande di tutte, la sua bellezza è data da varie componenti che armonicamente si fondono e creano uno spettacolo unico e suggestivo. Lunga circa 70 metri, i suoi fondali raggiungono una profondità massima di 12 metri.

 

La sua altezza varia per via della levigazione della roccia stessa. La parte interna orientata verso il levante è leggermente in penombra e la luce che penetra all’interno della grotta attraverso l’ampia apertura in aggiunta alla luce indiretta, riflettendo sul fondo le fanno assumere un colore azzurro verde rame, in contrasto con l’azzurro pastoso dei bordi interni. A mezzogiorno quando i raggi del sole vi entrano in perpendicolare la luminosità e la sua bellezza si manifestano al massimo. Numerosi sono i pesci che stazionano nella grotta, forse perché sono attratti dall'ombra della roccia, e quindi sono li per ripararsi dal sole o sono attratti dai vari colori e riflessi che ci stanno.

 

L'ultima grotta che abbiamo visitato è stata quella de Leone. Posta a Sud Est guarda direttamente verso la prospiciente spiaggia alla torre di Fiuzzi, protetta da uno sperone roccioso. La sua cavità è irregolare, il fondale molto basso (circa 5 metri). Il nome trae origine da una roccia che, distesa nell’acqua di colore smeraldo, quasi al fondo della grotta, nella penombra dà l’idea di un leone disteso con la testa sollevata.  La roccia della volta, striata ed angolosa, assume colori rossastri e grigio chiari con larghe macchie verticali verde e nero.

 

Inserito: giovedě 13 marzo 2014

 
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