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| Fiumefreddo Bruzio e le sue meraviglie |
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Viaggiando
lungo la strada statale 18, tra Paola e Amantea, non si può fare
a meno di rimanere colpiti dall’incantevole prominenza rocciosa,
che custodisce il piccolo borgo di Fiumefreddo Bruzio.
Un particolare fascino ci attira
in questo luogo, percorrendo con entusiasmo la stradina che ci porta fino
al paese si scorge la statua del Cristo che a braccia aperte sembra invitarci
a proseguire, una volta giunti a destinazione possiamo scoprire le meraviglie
di Fiumefreddo Bruzio, piccolo paesino in provincia di Cosenza. E’
situato su una propaggine del Monte Cocuzzo, mette in collegamento il
lido di Fiumefreddo con Cosenza e offre la possibilità di fare
delle soste panoramiche tra la genuinità degli odori e dei colori
di una macchia spiccatamente mediterranea e l’azzurro del mare. |
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E'
di origine medievale e ha preso il nome dal Fiumefreddo
presso le cui sorgenti era stato edificato il Monastero
dell'ordine Florense, di Maria santissima, dopo
l'unificazione d'Italia Fiumefreddo ebbe l'attribuzione
di "Bruzio". Fra le bellezze del luogo
è sicuramente da vedere il Castello detto
"Palazzo della Valle" che fu costruito
nel 1201 da Simone de Mamistra dalla trasformazione
di una torre di difesa. Nel 1536 il castello di
Fiumefreddo venne abbellito secondo i canoni estetici
dell'epoca e furono costruite, le mura di cinta
del paese, e due torri chiamate Golette. Nei primi
anni del 1800 il Castello fu semidistrutto dai francesi
quel che ne resta è stato restaurato di recente,
e custodisce i murales di Salvatore Fiume, pittore
siciliano del 900 di fama mondiale. Il pittore dipinse,
alcune pareti interne ed esterne dell'antico castello
semidiroccato e la cupola della cappella di San
Rocco. |
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Sempre a Fiume si devono le sculture di bronzo,
in ognuna delle due piazze panoramiche di Fiumefreddo,
da cui si gode, nella tranquillità del borgo
cinquecentesco, uno stupendo panorama marino. L'abitato,
importante centro storico e culturale che conserva
parte delle mura medievali, diede le origini all'artista
Giuseppe Pascaletti (1699-1757). Da non perdere,
oltre, al castello, sono la Chiesa di S.Chiara (sec.
XVI) con tele, la maggior parte di Pascaletti, ed
opere d'arte in legno intagliate e dorate del settecento;
la Chiesa Madre, con due portali sei-settecenteschi,
e diverse tele all’interno; la Chiesa di S.Francesco
di Paola; i palazzi feudali del XVI-XVII sec.; immediatamente
a monte dell'abitato, verso la stradina che conduce
all'Abbazia, la Chiesa del Carmine (XVIsec.). |
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