Ci
sono dei posti in Calabria dove il tempo sembra essersi
fermato, sospeso tra il mito e la realtà. Goethe,
nel suo “Viaggio in Italia” scriveva che non
si può capire Omero se non si arriva al Sud. Effettivamente
guardando lo stretto di Messina dall’alto della
rupe di Scilla dove sorge il castello, si è pervasi
da un travolgente senso d’immenso e di mistero…
Il mistero delle sirene che tentarono Ulisse, del mostro
di Scilla e Cariddi. La
stessa sensazione di un mitologico tuffo nel passato si
avverte anche davanti a quell’unica colonna che
si erge solitaria, a testimoniare l’antico culto
di Hera Lacinia sulle coste ioniche.
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